In palazzo del 1600, il B&B “Allegoria dell'Aurora” è situato sulla centralissima e turistica via Mercanti nel cuore del centro storico di Salerno a pochi passi dal Duomo, dal corso principale, ed a 5 minuti dal porto da dove è possibile raggiungere la splendida costiera Amalfitana e Capri.
L’appartamento, ex residenza di un vescovo offre uno scenario unico e suggestivo con soffitti a volte ed un dipinto su tela del 1763 “L’Allegoria dell'Aurora" raffigurante la travolgente storia di Eos, dea dell’Aurora, e Titone suo più grande amore, dell’artista Nicola Luciani famoso per numerose opere in varie chiese della città, offre un soggiorno indimenticabile per i suoi ospiti.

LA STORIA DI ALLEGORIA DELL'AURORA
Omero la chiama la dea delle rosee dita, per il colore rosa del cielo all’alba. E’ Eos o la dea Aurora che con il suo carro porta le prime luci del mattino al mondo. Eos ha avuto molte relazioni senza disdegnare né Dei né comuni mortali.
La leggenda narra che fu Afrodite a punirla facendola continuamente innamorare degli uomini, tra cui ricordiamo Orione, Ganimede, Cefalo, ma colui che amò più di tutti fu Titone, un giovane e aitante troiano.
Eos è una dea bellissima e capricciosa, si innamora follemente di Titone e supplica il padre Zeus di renderlo immortale ma dimentica di chiedere l’eterna giovinezza per il suo amante.
Passano gli anni  e mentre Aurora rimane splendida e giovane, Titone comincia a manifestare i primi solchi sulla sua pelle, diventando sempre più decrepito e malconcio. Eos non vuole più condividere il suo talamo con lui e disgustata lo rinchiude in una grotta senza uscite.
Morire per lui era una meta agognata mai raggiunta, cercò infatti di uccidersi ripetutamente ma la morte non lo portò mai via con sé.  La storia termina con la trasformazione del povero Titone in cicala, (animale simbolo della bellezza per gli antichi Greci) per mano della stessa Aurora.
Morale della storia: Eos si invaghì della bellezza di Titone quindi innamoratevi della bellezza del cuore, della luce intrinseca che una persona possiede in eterno, non della bellezza puramente estetica perché si sa quella non dura per sempre, è effimera e fuggitiva, “ una moneta che ha corso solo in un dato tempo e in un dato luogo”(Henrik Ibsen).